Scritto da GUNNAR il 8 Agosto 2009

Vendiamo se ho ben compreso il senso della questione.
I ricercatori di tutto il mondo ebbero modo, ad un certo punto, di provare e condividere l’efficacia di un prodotto che serve a bloccare il “concepimento” presunto allorché una pulzella datasi da fare senza cautele oppure (in alternativa) “costretta suo malgrado” (leggi alle voci “stupro”, “violenza sessuale”, “reato contro la persona a scopo di libidine” ecc. ) decidesse di prendere a posteriori delle cautele per evitare un concepimento indesiderato o addirittura imposto con violenza.
La fanciulla (bambina, giovane donna, signora di mezz’età o attempata matrona che sia) si trova nella poco piacevole situazione di presumere una “possibile gravidanza inopportuna” e può finalmente evitare ulteriori danni, psicologici, materiali, fisici, economici e chissà cos’altro semplicemente prendendo una precauzione: manda giù una pillola e tecnicamente impedisce la fecondazione in caso di ovulazione. Si badi bene non ricorre il caso di un aborto (lecito o meno che sia) ricorre una precauzione a-posteriori. Un po’ come se dopo una gran festa con annessa scorpacciata si prendesse del bicarbonato per evitare le conseguenze di una presunta indigestione. Ovviamente non voglio paragonare la pillola antifecondativa al bicarbonato.
Anzi… a pensarci bene invece lo voglio.
E non sono interessato ai giudizi dei moralisti d’accatto o dei moralisti fanatici. I primi sono quasi tutti in parlamento i secondi sono quasi tutti in vaticano.
Cosa si fa in un qualsiasi Paese evoluto dove il “cittadino” ha la tutela della sua autodeterminazione e gli si rende la vita semplice per potersi dedicare alla salute dello spirito e al benessere della sua vita materiale? Si favorisce una simile pillola in tutti i modi. Si fa campagna educativa nelle scuole e si sensibilizzano le famiglie affinché accettino il caso e la necessità di situazioni spiacevoli o imprevedibili con l’intelligenza associata alla conoscenza del presente. Poi si liberalizza la pillola in questione e la si vende anche nei supermercati insieme ai pannolini e alla maionese.
E’ solo un altro prodotto della moderna società. Un prodotto che ha uno scopo, un prodotto che serve a qualcosa di utile e che forse può evitare tragedie a futura memoria.

Ma soprattutto è uno strumentodi liberazione dalla paura. La pura del peccato, del giudizio, della condanna e della gogna. Ma è anche la liberazione dalla paura di dover soffrire quando si è già sofferto abbastanza e si sa di non poter accettare altra sofferenza.
Invece da noi cosa accade? Si fanno interrogazioni parlamentari, si boicotta la pillola si fa obiezione di coscienza anche da parte dei farmacisti, bieca e orrenda categoria di medici falliti e mercanti arrivati.
Poi si alimenta una propaganda di stato facendo scrivere a giornalisti prezzolati e incompetenti articoli indecenti contro donne che vorrebero scopare ma senza pagare lo scotto di tenersi un figlio. Come se fosse affare loro (dei giornalisti o dei parlamentari intendo)
Invece di accudire i cittadini questi farisei di parlamentari e invece di difendere la libertà di scelta individuale, questi cialtroni di giornalisti, fanno esattamente il contrario: difendono il rito della sudditanza, controllano l’istanza del sovrano e alimentano la sua inestinguibile fame di potere che tutto vuole controllare nei minimi particolari.

Auguro a tutte le donne libere di pensiero e a tutti gli uomini che riescono ancora ad avere un pensiero libero, una nuova alba in cui la loro volontà sia davvero la loro volontà e non quella pilotata da qualcun altro.
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Questo articolo è stato pubblicato in 8 Agosto 2009 alle 20:35 ed è archiviato in Argomenti, Comportamenti, Filosofia, Politica&Società, Società.
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