LaCaravella … esplorazioni controvento

senza rancore, disse l’uomo con la penna, mentre scriveva un maledetto epitaffio sulla schiena del suo boia mancato

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  • Dopo l'incubo ecco la realtà

    Dopo l'incubo durato diciassette anni e qualche mese ecco la realtà: si sta camminando senza scarpe ai piedi e il pavimento è pieno di cocci di vetro. Impressionante chiedere sacrifici. Ancor più è non farli. I piedi nudi sanguinano ma solo in fondo al passaggio obbligato si possono trovare bendaggi sterili. Il miserello che ha voluto tutto questo non si redime. Anzi minaccia e primeggia attraverso i suoi boiardi che non accettano sconfitte. Adesso si è definito un nuovo totem da adorare. Si chiama "Spread": cosa voglia dire di preciso è fatto oscuro. Ma è invece molto chiaro che più i termini sono oscuri e più la gente è disorientata. Più la gente è disorientata è meglio la si può controllare.
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  • Senza storia ma libero

  • Il tempo sta per scadere

    Il Paese è come un giocattolo in mano ad un bambino capriccioso. Non sa cosa farne e lo sbatacchia a destra e a manca. Molto divertente vederne saltare i pezzi.
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Archivi per Febbraio, 2010

La protezione è sempre civile?

Scritto da GUNNAR il 28 Febbraio 2010


La questione appare irritante. Persistentemente irritante. Qualsiasi congettura sarebbe inutile perdita di tempo se non potesse tenere conto di almeno due elementi concomitanti.

Da un lato le disgrazie, le calamità naturali (che naturali non sono), la ferocia degli elementi (che però non sono feroci essendo del tutto indifferenti in quanto  elementi e non entità pensanti).

Dall’altro la concreta possibilità di ritenere che ci sia qualcuno in grado di evitare le disgrazie, le calamità naturali (che naturali non sono per nulla), la ferocia degli elementi (…).cuore.jpg    3los_angeles_usa_v0.jpg     2soluzionicrisi.jpg

Ho detto elementi concomitanti ma in realtà non sono per niente tali. Sono, anzi, dissonanti. Tuttavia si ritiene doveroso dire alle persone che la Protezione Civile sia cosa utile perché consente di evitare disgrazie, calamità ed elementi inferociti. O almeno consente di mitigarne gli effetti.

Ovviamente mentono coloro che propinano simili stupidaggini. Ma si preferisce ascoltare menzogne piuttosto che ammettere la realtà pragmatica e assolutamente inevitabile.

Le disgrazie-calamità-elementi feroci ecc altro non sono che forme espressive con cui l’ambiente ci fa sapere che ciò che l’uomo costruisce è irritante. Anzi  non solo irritante ma addirittura pernicioso.

Montagne che franano. Immagini impressionanti di pezzi di montagna che trascinano a valle villaggi e strade. Fiumi che si portano via pezzi di città, ponti, navi e qualsiasi altro si trova sul loro passaggio. Litorali che sembrano annichilirsi non appena i marosi montano in tempesta.

E quando tutto si acquieta cosa resta?  lavoratori.jpg Tagliare un po’ di teste a caso per dimostrare la propria professionalità e nascondere la propria incompetenza…

Cemento, pezzi di cemento, mattoni sfaldati, fasciami di legno marcito, fibre di vetro, materiali plastici che non hanno retto, cavi in ferro, conglomerati e collanti ormai scollati. E ogni altro tipo di rifiuto prodotto a maggior gloria di una civiltà che mangia sé stessa giorno dopo giorno.

E la Protezione Civile? Cosa c’entra?

Nulla.

Semplicemente non c’entra.

La Protezione Civile non c’entra perché non può proteggere nessuno. Semplicemente non lo può fare perché allo stato attuale niente e nessuno è in grado di prevedere dove e come accadrà la prossima disgrazia-calamità-ferocia-elementare…

Allora cosa fa?     berlusconi-sfiga.jpg Ognuno ovviamente fa quel che sa fare meglio

Mette in mostra i muscoli dopo che il dramma s’è compiuto. In altre parole è uno strumento di propaganda politica per salvare il culo al ministro di turno. Il quale immancabilmente si farà fotografare in giacca fosforescente ed elmetto di plastica gialla con lampadina incorporata di fianco ad una tenda tra visi stravolti (ma accuratamente scelti da addetti al casting) di naufraghi, terremotati, scampati e sfollati.

E alla fine la Protezione Civile porta tende, porta acqua, porta birra, coperte, pentolame, piatti di plastica, stufe a gas, termoconvettori, compressori e pale meccaniche, jeep e trattori e altra paccottiglia che serve solo a far tirare il fiato ai poveracci che hanno fatto i conti con madre natura.

E che altro può fare?    932035-20060928-screen001.jpg

Può fare in maniera organizzata ciò che centinaia di migliaia di volontari fecero spontaneamente e senza tanti fronzoli quando l’Arno fece i capricci e rase al suolo Firenze.

Allora non c’era la Protezione Civile e c’era tanta, ma tanta più speranza di sopravvivere a noi stessi.

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