LaCaravella … esplorazioni controvento

senza rancore, disse l’uomo con la penna, mentre scriveva un maledetto epitaffio sulla schiena del suo boia mancato

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Qualcosa di oscuro

Scritto da GUNNAR il 28 Febbraio 2009


Ho letto alcuni blog (oltre il mio) e ho scoperto che è ricorrente il ricorso ad una sorta di anestesia erotica. Come se agli autori piacia molto narcotizzarsi raccontando del proprio intimo erotico.21arr41.jpg

Qualcosa di oscuro e perverso li anima. Qualcosa che suggerisce un disagio inconsapevole verso l’esistente e gli esseri umani in genere.

Ma in essi si nota anche un tergiversare incrociato tra uomini e donne. Le donne parlano male degli uomini ma soprattutto delle donne stesse. E gli uomini fanno le stesse cose in maniera inversa.

Uomini che parlano con perfidia di altri uomini. Donne che perfidamente stilettano altre donne.

Il loro ego viene smascherato sempre, le uniche verità in fondo riguardano proprio la loro esistenza, quella raccontata e quella lasciata alla fantasia dell’incauto lettore.thetepidarium_large2.jpg

Riversare sulla carta virtuale le proprie angosciose e mal nascote somme di errori, di rimpianti, di paure e di emozioni altro non è che l’esercizio di una ricerca infinta. La ricerca della comunicazione che non si riesce a compiere. Il riempimento di un vuoto, la copertina accogliente dentro cui nascondere la propria solitudine profonda.saudek12.jpg

Succede anche a me? Certo che succede. Si tratta di averne coscienza e maneggiare il presente senza conderarlo come l’esito di un fallimento.

E se fosse, invece, proprio l’abito elegenate che ci si mette per il proprio funerale?

Chissà.seni_1.jpg

In questo caso l’eleganza non sarebbe di fatto proporzionale alla disgrazia.

 

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Il numero dei giorni

Scritto da GUNNAR il 13 Febbraio 2009


Ho viaggiato non solamente seguendo sentieri tracciati da altri. Ho conosciuto non solo i sorrisi di volti distesi o i pianti di facce contratte. Ho girovagato, a volte senza meta, per il solo piacere di farmi circondare dai luoghi. Atmosfere serene o cupi scenari.

caravella3.gif  Le sole apparenze non mi hanno ingannato.

 

Viaggiare è anche vivere.  Mi sono lasciato prendere dai meandri di strade strette a Genova ma anche a Istambul. E i visi delle persone si sono rivelati sapientemente disegnati in ugual misura dalla fatica, dal dolore o dalla gioia e dalla contentezza. Le donne hanno avuto gli stessi sguardi e gli stessi passi. Un porto è sempre un porto. La varietà delle cose che si muovono in un porto è infinita.

order-christ-caravella.gifMa l’atmosfera che si respira è sempre identica, sa di sale, di legno, di pesce, di sudore, di vento, di risacca, di catrame. Ma non c’è disgusto, c’è attesa. Qualcosa s’è concluso e qualcos’altro comincia la sua esistenza.

caravella4.jpg Il numero dei giorni è crescente. Più si allunga il viaggio è più i giorni da tenere a mente sono molti, sono diversi tutti, occorre ricordarli. Ognuno ha valore, è un prezioso scrigno che conserva un ricordo palpitante di propria vita.

caravella-ombra.jpgScorrono gli scrigni conservati su scaffali con granelli fini di polvere. Londra, Copenhaghen, Nice, Barcelona, Atene, Venezia… Tutti i porti dell’esistenza. Tutti giorni della memoria.

gc_avignone2008.jpg Alla finestra, osservando colonne antiche, ho rimesso insieme luoghi e memorie di eventi scivolati tra le dita, uno dopo l’altro. 

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