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	<title>Commenti per LaCaravella ... esplorazioni controvento</title>
	<link>http://gcaravella.it</link>
	<description>senza rancore, disse l'uomo con la penna, mentre scriveva un maledetto epitaffio sulla schiena del suo boia mancato</description>
	<pubDate>Sun, 20 May 2012 08:07:57 +0000</pubDate>
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		<title>Commenti su Voglio parlare della convivenza di GUNNAR</title>
		<link>http://gcaravella.it/2012/05/15/voglio-parlare-della-convivenza/#comment-96</link>
		<dc:creator>GUNNAR</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 20 May 2012 06:15:28 +0000</pubDate>
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		<description>Dividere "con". Ben detto. Al momento tuttavia "dividere con" nel senso più puro ed equilibrato del significato comporta due sole opzioni: o si è assolutamente d'accordo sull'equidistanza emotiva e sulla reciproca partecipazione a mantenere inaccessibili gli spazi non condivisi oppure occorre che qualcun altro "esterno e terzo" si faccia garante, si faccia arbitro o, al peggio, si faccia giudice. La seconda opzione mi sento di escluderla a priori in una vita divisa tra due persone. Troppo cinica e insensibile. Pe la prima invece non c'è soluzione di applicabilità. Se accetto di stare in una casa con te prima o poi tu ti approprierai di alcuni spazi che ritengo miei e inaccessibili. Supererai limiti e confini che non voglio siano superati e via dicendo. Io farò lo stesso con te e la cosa si ripeterà un numero indeterminato e indeterminabile di volte.
L'iniziale emozione diventerà fastidio prima e disappunto poi. Quindi rancore o, se non proprio, insofferenza e allontanamento. Condividere le cose è possibile e talora anche auspicabile. Condividere la propria esistenza è pericoloso per lo stato di salute mentale.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Dividere &#8220;con&#8221;. Ben detto. Al momento tuttavia &#8220;dividere con&#8221; nel senso più puro ed equilibrato del significato comporta due sole opzioni: o si è assolutamente d&#8217;accordo sull&#8217;equidistanza emotiva e sulla reciproca partecipazione a mantenere inaccessibili gli spazi non condivisi oppure occorre che qualcun altro &#8220;esterno e terzo&#8221; si faccia garante, si faccia arbitro o, al peggio, si faccia giudice. La seconda opzione mi sento di escluderla a priori in una vita divisa tra due persone. Troppo cinica e insensibile. Pe la prima invece non c&#8217;è soluzione di applicabilità. Se accetto di stare in una casa con te prima o poi tu ti approprierai di alcuni spazi che ritengo miei e inaccessibili. Supererai limiti e confini che non voglio siano superati e via dicendo. Io farò lo stesso con te e la cosa si ripeterà un numero indeterminato e indeterminabile di volte.<br />
L&#8217;iniziale emozione diventerà fastidio prima e disappunto poi. Quindi rancore o, se non proprio, insofferenza e allontanamento. Condividere le cose è possibile e talora anche auspicabile. Condividere la propria esistenza è pericoloso per lo stato di salute mentale.</p>
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	<item>
		<title>Commenti su Voglio parlare della convivenza di Laura Mancini</title>
		<link>http://gcaravella.it/2012/05/15/voglio-parlare-della-convivenza/#comment-95</link>
		<dc:creator>Laura Mancini</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 16 May 2012 15:00:27 +0000</pubDate>
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		<description>"Cedere" una parte della vita divisa in due è solo un aspetto e anche un po' distorto. Infatti la scelta è vivere "con" quindi è condividere, né cedere, né dividere e basta. Quindi la parte che tu condividi è comune con l'altra persona che condivide con te con la responsabilità di entrambi. E' difficile, ma non impossibile. E l'amore esiste, certo con molte sfumature, accezioni e forme. Non se ne può fare a meno se vuoi una vita completa anche se sulla sua durata intervengono diversi livelli di crescita cui toccano a ciascuno, nel senso che ognuno cresce in modo diverso e con tempi diversi. Conosco persone che si amano tutta una vita e altre che si odiano dopo sei mesi di convivenza, appunto, dipende dagli incontri. Insomma, non con poche parole si può esaurire l'argomento come hai detto all'inizio ma certo nel tuo discorso ci sono cose vere e inequivocabili ma sono pervase da un pessimismo che annulla qualsiasi possibilità. E se da soli viviamo male e insieme pure, come bisogna vivere?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Cedere&#8221; una parte della vita divisa in due è solo un aspetto e anche un po&#8217; distorto. Infatti la scelta è vivere &#8220;con&#8221; quindi è condividere, né cedere, né dividere e basta. Quindi la parte che tu condividi è comune con l&#8217;altra persona che condivide con te con la responsabilità di entrambi. E&#8217; difficile, ma non impossibile. E l&#8217;amore esiste, certo con molte sfumature, accezioni e forme. Non se ne può fare a meno se vuoi una vita completa anche se sulla sua durata intervengono diversi livelli di crescita cui toccano a ciascuno, nel senso che ognuno cresce in modo diverso e con tempi diversi. Conosco persone che si amano tutta una vita e altre che si odiano dopo sei mesi di convivenza, appunto, dipende dagli incontri. Insomma, non con poche parole si può esaurire l&#8217;argomento come hai detto all&#8217;inizio ma certo nel tuo discorso ci sono cose vere e inequivocabili ma sono pervase da un pessimismo che annulla qualsiasi possibilità. E se da soli viviamo male e insieme pure, come bisogna vivere?</p>
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		<title>Commenti su La fine di un incubo durato diciassette anni di Licia</title>
		<link>http://gcaravella.it/2011/11/15/la-fine-di-un-incubo-durato-diciassette-anni/#comment-89</link>
		<dc:creator>Licia</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 24 Nov 2011 15:29:31 +0000</pubDate>
		<guid>http://gcaravella.it/2011/11/15/la-fine-di-un-incubo-durato-diciassette-anni/#comment-89</guid>
		<description>Perbacco!!! Per il resto: no comment salvo la condivisione del pensiero.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Perbacco!!! Per il resto: no comment salvo la condivisione del pensiero.</p>
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	<item>
		<title>Commenti su fragile di Bruno</title>
		<link>http://gcaravella.it/fragile/#comment-83</link>
		<dc:creator>Bruno</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 10 Aug 2011 16:51:15 +0000</pubDate>
		<guid>http://gcaravella.it/fragile/#comment-83</guid>
		<description>Si! Bella!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Si! Bella!</p>
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	<item>
		<title>Commenti su Immagini da un altro mondo di GUNNAR</title>
		<link>http://gcaravella.it/2011/05/20/immagini-da-un-altro-mondo/#comment-81</link>
		<dc:creator>GUNNAR</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 28 May 2011 06:09:41 +0000</pubDate>
		<guid>http://gcaravella.it/2011/05/20/immagini-da-un-altro-mondo/#comment-81</guid>
		<description>L'ora più buia é quella che precede il risveglio della coscienza. Reale o metaforica che sia.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;ora più buia é quella che precede il risveglio della coscienza. Reale o metaforica che sia.</p>
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		<title>Commenti su Immagini da un altro mondo di silvana caravella</title>
		<link>http://gcaravella.it/2011/05/20/immagini-da-un-altro-mondo/#comment-80</link>
		<dc:creator>silvana caravella</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 22 May 2011 15:51:36 +0000</pubDate>
		<guid>http://gcaravella.it/2011/05/20/immagini-da-un-altro-mondo/#comment-80</guid>
		<description>L'ora più buia non era quella più vicina all'alba?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;ora più buia non era quella più vicina all&#8217;alba?</p>
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	<item>
		<title>Commenti su I morti che resuscitano di GUNNAR</title>
		<link>http://gcaravella.it/2011/04/27/i-morti-che-resuscitano-2/#comment-79</link>
		<dc:creator>GUNNAR</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 30 Apr 2011 06:04:23 +0000</pubDate>
		<guid>http://gcaravella.it/2011/04/27/i-morti-che-resuscitano-2/#comment-79</guid>
		<description>è triste Paola, molto. Ma i ricorsi della storia sono impietosi. Basterebbe conoscerla la storia per capire.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>è triste Paola, molto. Ma i ricorsi della storia sono impietosi. Basterebbe conoscerla la storia per capire.</p>
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	<item>
		<title>Commenti su I morti che resuscitano di pigreca</title>
		<link>http://gcaravella.it/2011/04/27/i-morti-che-resuscitano-2/#comment-78</link>
		<dc:creator>pigreca</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 27 Apr 2011 22:00:31 +0000</pubDate>
		<guid>http://gcaravella.it/2011/04/27/i-morti-che-resuscitano-2/#comment-78</guid>
		<description>Bellissimo post, Gunnar! Condivido pienamente
                                               Paola</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Bellissimo post, Gunnar! Condivido pienamente<br />
                                               Paola</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Commenti su fragile di Roberto</title>
		<link>http://gcaravella.it/fragile/#comment-77</link>
		<dc:creator>Roberto</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 24 Apr 2011 09:41:48 +0000</pubDate>
		<guid>http://gcaravella.it/fragile/#comment-77</guid>
		<description>geniale, direi!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>geniale, direi!</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Commenti su immagini blog La Caravella di GUNNAR</title>
		<link>http://gcaravella.it/immagini-blog-la-caravella/#comment-76</link>
		<dc:creator>GUNNAR</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 24 Apr 2011 01:19:44 +0000</pubDate>
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		<description>Saremo tutti così, prima o poi.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Saremo tutti così, prima o poi.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Corruzione di GUNNAR</title>
		<link>http://gcaravella.it/2011/02/24/corruzione/#comment-69</link>
		<dc:creator>GUNNAR</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 26 Feb 2011 23:19:18 +0000</pubDate>
		<guid>http://gcaravella.it/2011/02/24/corruzione/#comment-69</guid>
		<description>I genitori hanno la spiacevole tendenza ad essere tanto amorevoli con i loro figli quanto incoscienti. Scambiano spesso l'affetto con la tutela. La tutela va bene fino ad un certo punto. Poi l'affetto vero significa separazione, lontananza, disimpegno. Il figlio che si trova da solo a dover affrontare il mondo o cresce forte e autonomo o soccombe. Anche se doloroso per un genitore se il figlio soccombe vuol dire che ha sbagliato qualcosa in qualche momento e per qualche ragione.
Un figlio che sta in casa sotto tutela fino a trentaquattro anni è un fallito e non lo sa. E il genitore pure.
Inoltre c'è un problema, che ne deriva, di carattere squisitamente sociologico. Quando il figlio raggiunge un'età del genere e sta coni genitori non ha più alcun motivo per andarsene. Socialmente parlando egli è un parassita. Se si moltiplicano i fenomeni di parassitismo di tal natura, e sappiamo bene che in questo paese per ogni dieci famiglie ce ne sono almeno tre forse anche quattro che hanno un parassita (ma a volte anche due) la faccenda non solo definisce un male familiare ma definisce anche un male sociale e implicitamente un male economico.
I parassiti consumano senza produrre. Le clientele politiche sono parassitarie e sono esattamente ciò che si vuole mantenere per conservare il potere.
Il droghiere sotto casa è figlio della stessa "incultura o sottocultura o ignoranza diffusa" secondo cui la conoscenza significa avere il titolo di studio, la laurea. Non è ovviamente così. La conoscenza prescinde dai titoli di studio.
La conoscenza consente di fare scelte (nel bene e nel male) prendendosene la responsabilità e affrancandosi da legami inutili e sottomissivi. La conoscenza è madre della forza che spinge il mondo.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>I genitori hanno la spiacevole tendenza ad essere tanto amorevoli con i loro figli quanto incoscienti. Scambiano spesso l&#8217;affetto con la tutela. La tutela va bene fino ad un certo punto. Poi l&#8217;affetto vero significa separazione, lontananza, disimpegno. Il figlio che si trova da solo a dover affrontare il mondo o cresce forte e autonomo o soccombe. Anche se doloroso per un genitore se il figlio soccombe vuol dire che ha sbagliato qualcosa in qualche momento e per qualche ragione.<br />
Un figlio che sta in casa sotto tutela fino a trentaquattro anni è un fallito e non lo sa. E il genitore pure.<br />
Inoltre c&#8217;è un problema, che ne deriva, di carattere squisitamente sociologico. Quando il figlio raggiunge un&#8217;età del genere e sta coni genitori non ha più alcun motivo per andarsene. Socialmente parlando egli è un parassita. Se si moltiplicano i fenomeni di parassitismo di tal natura, e sappiamo bene che in questo paese per ogni dieci famiglie ce ne sono almeno tre forse anche quattro che hanno un parassita (ma a volte anche due) la faccenda non solo definisce un male familiare ma definisce anche un male sociale e implicitamente un male economico.<br />
I parassiti consumano senza produrre. Le clientele politiche sono parassitarie e sono esattamente ciò che si vuole mantenere per conservare il potere.<br />
Il droghiere sotto casa è figlio della stessa &#8220;incultura o sottocultura o ignoranza diffusa&#8221; secondo cui la conoscenza significa avere il titolo di studio, la laurea. Non è ovviamente così. La conoscenza prescinde dai titoli di studio.<br />
La conoscenza consente di fare scelte (nel bene e nel male) prendendosene la responsabilità e affrancandosi da legami inutili e sottomissivi. La conoscenza è madre della forza che spinge il mondo.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Corruzione di Roberto</title>
		<link>http://gcaravella.it/2011/02/24/corruzione/#comment-68</link>
		<dc:creator>Roberto</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 25 Feb 2011 11:57:21 +0000</pubDate>
		<guid>http://gcaravella.it/2011/02/24/corruzione/#comment-68</guid>
		<description>Non si può,neanche sotto tortura, essere in disaccordo. Ci sono tutte le premesse di un male inesorabilmente in metastasi ancorchè destinato a consumare il paese con devastante e dolorosa lentezza. Purtroppo l'ignoranza è talmente abissale che se si parla di cultura si accende subito l'immagine di un intellettuale cadavericamente emaciato, unticcio e miope, che sa tutto di inutile e incomprensibile filologia ma non sa neanche mettere su una caffettiera. Anche al droghiere sotto casa fa paura la conoscenza (o cultura - che dir si voglia)ma insiste perchè il figlio prenda la laurea credendo sempre nell'equazione Conoscenza + istruzione = lavoro. Poi però quando il pargolo pesa sulla famiglia oltre i trentaquattro anni si alza sempre la cornetta per fare la fatidica telefonata "all'amico di famiglia". La domanda è sempre la stessa e non può essere diversamente: Che si fa? Quando e con chi? (notasi il "con" che non vuol demandare ad ignoti "chi" per deresponsabilizzarsi...).
Unisco alla mia stima anche i miei più cordiali saluti
RC</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Non si può,neanche sotto tortura, essere in disaccordo. Ci sono tutte le premesse di un male inesorabilmente in metastasi ancorchè destinato a consumare il paese con devastante e dolorosa lentezza. Purtroppo l&#8217;ignoranza è talmente abissale che se si parla di cultura si accende subito l&#8217;immagine di un intellettuale cadavericamente emaciato, unticcio e miope, che sa tutto di inutile e incomprensibile filologia ma non sa neanche mettere su una caffettiera. Anche al droghiere sotto casa fa paura la conoscenza (o cultura - che dir si voglia)ma insiste perchè il figlio prenda la laurea credendo sempre nell&#8217;equazione Conoscenza + istruzione = lavoro. Poi però quando il pargolo pesa sulla famiglia oltre i trentaquattro anni si alza sempre la cornetta per fare la fatidica telefonata &#8220;all&#8217;amico di famiglia&#8221;. La domanda è sempre la stessa e non può essere diversamente: Che si fa? Quando e con chi? (notasi il &#8220;con&#8221; che non vuol demandare ad ignoti &#8220;chi&#8221; per deresponsabilizzarsi&#8230;).<br />
Unisco alla mia stima anche i miei più cordiali saluti<br />
RC</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Commenti su Auguri ai giusti di pigreca</title>
		<link>http://gcaravella.it/2010/12/23/auguri-ai-giusti/#comment-60</link>
		<dc:creator>pigreca</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 25 Dec 2010 18:04:58 +0000</pubDate>
		<guid>http://gcaravella.it/2010/12/23/auguri-ai-giusti/#comment-60</guid>
		<description>Auguri da parte mia agli ultimi della tua lista e soprattutto a te 
Paola</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Auguri da parte mia agli ultimi della tua lista e soprattutto a te<br />
Paola</p>
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