fantasie
quando la mano accarezza il corpo e l’avvolge un palmo alla volta sottintende debolmente una strana incertezza. Affonda lo sguardo dentro occhi cerulei che perdono la loro profondità appena li osservi da vicino.
Non altro resta da riportare alla memoria fuorché quel calmo riversarsi d’onda tra i sassi. Poi il suono si fa remoto, come il sonno raccoglie le ultime immagini d’un giorno finito, tra le pieghe del crepuscolo, le ombre della mente, le luci calme della notte che s’avanza. 
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