Lievito


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L’immagine che passa per lamente è quella della deformità. Il passo successivo è il movimento delle mani. Si muovono nella condizione giusta: intorno all’impasto. E dentro si agitano. Omini piccoli piccoli che non vogliono farsi stritolare.

Li sento urlare.                                              Mouse in the House

Si agitano come i pesci in una rete nella sala mentre vengono trafitti con arpioni appuntiti. Non hanno scampo.

E nell’impasto li trafiggo, quegli ometti, uno dopo l’altro, li tengo per la vita e poi torco con forza, li schiaccio, li strappo finoa che non ne vedo schizzare fuori tutto ilmale che hanno dentro.

Mi fermo un attimo, lo posso fare? mi chiedo. Certo mi rispondo. Se non lo faccio io ora lo farà  qualcun altroprima o poi. Quegli ometti sono così stupidi, esseri senza cervello, che si agitano, si spignono, si attacano gli uni agli altri e si uccidono. Preferisco cucinarli. Non mi divertono più. Non riesco più a capire quando giocano e quando fanno sul serio.

Quando me li hanno regalati ero contento. Ho anche cercato di parlarci con loro, ho cercato di aiutarli a giocare con me. Ma non ne vogliono sapere.

Sono troppo stupidi, troppo concentrati su loro stessi che si accorgono di essere vivi e di aver buttato via la loro vita solo quando stanno per morire.

Qualcuno nemmeno allora.

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