LaCaravella … esplorazioni controvento

senza rancore, disse l’uomo con la penna, mentre scriveva un maledetto epitaffio sulla schiena del suo boia mancato

Schifani ovvero dell’ottimismo

Scritto da GUNNAR il 25 Dicembre 2009

Renato Schifani, il molto poco convincente statista italiano che si alimenta di autocompiacente beatificazione, decide in questo clima natalizio di far visita alla base italiana di Belo Polje presso Pec, nel Kosovo. Non si sa se per portare il panettone ai militi colà stanziati o se per trovare un posto abbastanza lontano da Roma per poter ribadire urbi et orbi la sua convinzione sul fatto che il clima politico sia cambiato dopo l’episodio dell’aggressione al presidente del consiglio domenica 13 dicembre.in124yd0x_20091224.jpgManco fosse una delle Twin Towers dopo l’attentato. Il Silvio non è stato bombardato. Un disperato (così dicono le cronache bene informate) gli ha lanciato addosso un souvenir di rame bronzato da tre etti o qualcosa del genere.Dice Schifani: “… C’è un clima politico quasi di riappacificazione e questo non può che essere salutato con grande ottimismo e grande fiducia…”Ma di che parla? Ad ogni kermesse natalizia si respira un clima di riappacificazione, da sempre. E lo si ribadisce fino a Santo Stefano che è il giorno dopo. Pausa. Quindi si ripropone la riflessione sull’augurio per un benessere spirituale che si deve diffondere negli animi riappacificati per aprire le porte al nuovo anno che si presenta sotto i migliori auspici.Crisi economiche che si risolvono miracolosamente, crisi politiche che si sciolgono come i grumi di bronchite al primo sole estivo. Crisi esistenziali che si snaturano di fronte ad un benessere mentale ritrovato.stub_mitologia_greca.pngFino al sette gennaio.Ogni cosa ha la sua giusta collocazione nell’idillico mondo di Schifani. Così per non smentirsi e soprattutto per rimarcare le differenze che saranno riprese in Parlamento dopo le feste non si può che isolare il vero dannato in terra: Di Pietro.Costui parla di diavoli ma non sa quel che dice secondo Schifani. Infatti “… in politica - dice rispondendo all’ultimo attacco del leader dell’Idv - diavoli non ce ne sono. Ci possono essere soggetti che la pensano diversamente dagli altri ma questo tipo di linguaggio non mi piace e credo non piaccia nemmeno al paese”.Nemmeno gli sfiora la mente che di linguaggi poco accorti e molto poco diplomatici anzi addirittura offensivi e talora demenziali nei contenuti il suo “leader” ne ha sfornati innumerevoli negli ultimi dieci anni di presenza pubblica. E non si può certo rimproverare Di Pietro se il presidente del consiglio in carica è anche il più inferocito animatore di propagande - populiste nelle forme e fasulle nei contenuti - verso chiunque si sia messo di traverso sulla sua strada. Non sulla strada delle riforme ma sulla sua personale strada.Cosa vorrebbe il “mite” Schifani? Vorrebbe scrivere a Babbo Natale che regali fiducia e faccia finire l’incomunicabilità che esiste tra le forze politiche. Divertente: Il presidente del senato che scrive a Babbo Natale. Il presidente del consiglio che “perdona” l’attentatore in un impeto di ritrovata spiritualità natalizia (ma forse si tratta solo di operosa demagogia). Chissà a quali altre misericordiose buone azioni assisteremo fino al sette gennaio!Non dice Schifani come dovrebbe finire l’incomunicabilità. Ma da come lo dice si comprende che sta pensando a quale possa essere la formula per ripetere in altri termini ciò che il Suo Capo dice in altro modo: fateci portare a termine il suo programma (di Silvio) e ritroveremo la via del dialogo…Mi vien da ridere.12136908471.jpgNon ci sono modi per comunicare con un despota. O gli si è sudditi o lo si abbatte (in senso politico naturalmente), o gli si è devoti o gli si è contro, o gli si ubbidisce o lo si combatte (sempre in senso politico, ovviamente)La storia, tuttavia, ci ha insegnato che i despoti, imperatori, re, principi, dittatori, e primi ministri di facciata con l’indole del predatore, hanno fatto quasi sempre una brutta fine (politicamente parlando come si è detto).Talora hanno fatto una brutta fine anche in senso materiale. E si è sempre trovato un colpevole con la follìa nel cuore alimentata da una campagna d’odio costruita da mandanti morali, che coincidenze nella storia! Mi sembra di averla già sentita questa della “campagna d’odio”.Inoltre è il solito ritornello. Il vero mandante morale delle campagne d’odio è anche colui che grida di esserne vittima ed è ovvio che si vuole carpire la benevolenza altrui facendo del vittimismo in grande stile.Avevo un amico al liceo che le sparava grosse, ma davvero enormi. E, strano mondo questo, il più delle volte gli andava bene, gli credevano e in definitiva diventava un eroe di cui parlare. Non so come sia finito. Sono decenni che non ne ho notizie. Ma allora una cosa era certa ai miei occhi: sapeva come cadere in piedi. E una cosa mi è chiara ora: alla prima vera caduta non sarebbe più stato in grado di rialzarsi.Così fa il simpatico presidente del consiglio e così fanno anche i suoi più fedeli leccapiedi in grisaglia. Le sparano grosse, grossissime, tanto ci credono quasi tutti. O almeno ci crede la maggioranza degli aventi diritto di voto.Schifani è ottimista. Dice che l’Italia ha tenuto la testa alta, che è in via di guarigione dalla crisi economica, che è un popolo fiero, e che non ci sono ostacoli al radioso futuro che l’attende.           anziano1.jpgDa qualche parte ho letto che lo diceva sempre anche Pol Pot.

Pubblicato in Argomenti, Comportamenti, Politica&Società, Senza categoria | Nessun commento »

 

Bad Behavior has blocked 99 access attempts in the last 7 days.

Chiudi
Invia e-mail